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Le maglie del bubble hash, dai 25 ai 220 micron

Redazione cbdlovers 14 min

I numeri sui sacchi del bubble hash non sono una scala di qualità: sono misure. Indicano il diametro dei pori in micron, e ogni maglia raccoglie una fascia di dimensioni diversa. Sapere quale fascia corrisponde a che cosa è tutta la differenza fra comprare a caso e comprare con criterio.

Questa pagina è la tabella e la sua lettura. Il funzionamento del procedimento — agitazione, temperatura, essiccazione — è descritto nella pagina dedicata alla separazione con ghiaccio; qui si parte da dove quella finisce.

Che cosa decide la maglia

Prima della tabella conviene fissare che cosa il numero significhi davvero, perché viene letto male con regolarità.

Il numero è un diametro

Indica l’apertura dei pori della rete, in millesimi di millimetro. Un sacco da 73 lascia passare tutto ciò che è più piccolo di 73 micron e trattiene il resto.

Che cosa viene trattenuto

La frazione raccolta da un sacco è quella compresa fra il suo poro e quello del sacco immediatamente superiore. È una fascia, non un valore singolo, e questo spiega perché le frazioni si sovrappongano poco.

Perché la dimensione conta

Perché le teste dei tricomi hanno una distribuzione di dimensioni definita: le capitate peduncolate, che contengono quasi tutta la resina, si collocano indicativamente fra i cinquanta e i cento micron.

Che cosa questo comporta

Che le maglie di quella fascia raccolgono teste intere, quelle sopra raccolgono materiale vegetale e quelle sotto frammenti. Tutta la tabella è la conseguenza di questo fatto.

La tabella delle maglie

I valori variano leggermente fra produttori, ma la sequenza è sostanzialmente standard e la logica non cambia.

220 micron

È il sacco di lavoro: contiene il materiale vegetale durante l’agitazione e non raccoglie prodotto. Alcuni sistemi usano 190 o 250 con la stessa funzione.

160 e 120 micron

Raccolgono teste grandi insieme a frammenti vegetali passati dal sacco di lavoro. È la frazione con più contaminazione visibile e la meno pregiata delle utili.

90 e 73 micron

La fascia centrale, dove si raccolgono le teste intere. È il materiale più pulito e quello che nella maggior parte dei listini costa di più.

45 e 25 micron

Frammenti di testa, pezzi di gambo e detriti cellulari. Non è materiale privo di valore, ma è mescolato, e si comporta in modo diverso al calore.

Perché la frazione intermedia è la più pulita

È il punto centrale della tabella e merita di essere spiegato invece di essere dato per scontato.

Che cosa la maglia superiore ha già tolto

Tutto ciò che è più grande di novanta o centoventi micron: foglioline, pezzi di brattea e teste ancora attaccate al tessuto. La frazione intermedia riceve un materiale già ripulito dall’alto.

Che cosa la maglia inferiore lascia passare

Tutto ciò che è più piccolo del suo poro: frammenti di testa rotta e polvere cellulare. La frazione intermedia trattiene le teste intere e lascia scendere i pezzi.

Perché questo si traduce in purezza

Perché una testa intera è una sacca chiusa con la secrezione dentro, mentre un frammento è resina già esposta all’aria mescolata a detriti. La differenza si vede al colore e all’odore.

Perché il 73 costa più del 90

Non sempre, e dipende dal materiale. Dove succede, è perché in molti lotti la distribuzione delle teste ha il massimo attorno a quella misura, e quella frazione è la più abbondante fra le pulite.

Come si valuta una frazione

Quattro osservazioni, e tre non richiedono attrezzatura.

Il colore

Dal biondo chiaro al beige nelle frazioni pulite. Un verde marcato indica materiale vegetale, e uno scuro indica ossidazione o essiccazione condotta a caldo.

La granulometria

Un materiale ben separato è composto di granuli distinti e sciolti. Un blocco che non si sbriciola ha trattenuto umidità durante l’essiccazione.

L’odore

Netto e vegetale nelle frazioni fresche. Qualunque nota di chiuso rimanda alla fase di essiccazione ed è irreversibile.

L’aspetto alla lente

A sessanta ingrandimenti si distinguono teste intere da frammenti. È l’osservazione che dice se una frazione dichiarata come intermedia lo è davvero.

Il sistema a stelle, e che cosa significa

È la classificazione più diffusa nel commercio e la meno formalizzata di tutte.

Da dove viene

Da una convenzione di mercato che gradua il materiale da una a sei stelle secondo il comportamento al calore. Non ha alcuna base normativa e nessun organismo la certifica.

Che cosa pretende di misurare

La quantità di residuo che resta dopo il riscaldamento: meno residuo, più stelle. È un modo indiretto di stimare quanta materia vegetale ci sia nel materiale.

Perché non è affidabile come sembra

Perché la valutazione è visiva, soggettiva e fatta da chi vende. Due venditori possono assegnare stelle diverse allo stesso materiale senza che nessuno dei due stia mentendo.

Che cosa usare al posto suo

Il numero di micron della frazione e il certificato del lotto. Sono due dati verificabili, e la combinazione dice più di qualunque numero di stelle.

Che cosa decide la resa

La resa complessiva e la distribuzione fra le frazioni dipendono da fattori che vale la pena separare.

La densità di tricomi del materiale

È il tetto assoluto. Un materiale povero di teste non produce frazioni intermedie abbondanti per quanto bene si lavori.

La maturità alla raccolta

Le teste mature si staccano più facilmente e sono più grandi. Un materiale raccolto presto dà una distribuzione spostata verso le maglie fini.

Lo stato del materiale

Fresco congelato o essiccato. Il primo conserva meglio la frazione volatile e tende a dare frazioni intermedie più abbondanti; il secondo è più tollerante agli errori.

L’agitazione

Più energica significa più resa e più detriti nelle frazioni fini. È il compromesso che ogni produttore risolve a modo suo, e la resa da sola non dice se lo abbia risolto bene.

I difetti più comuni, e che cosa li causa

Quattro difetti riconoscibili, ciascuno con una causa precisa nel processo.

Il colore verde

Materiale vegetale passato dal sacco di lavoro, di norma per un’agitazione troppo energica o per un materiale troppo secco che si è frantumato.

La consistenza pastosa

Essiccazione incompleta. È il difetto più serio perché apre la porta allo sviluppo microbiologico, e non si corregge asciugando dopo.

Il colore molto scuro

Ossidazione, per essiccazione a temperatura alta o per tempo trascorso. Non rende il materiale inutilizzabile ma indica che ha perso frazione volatile.

L’assenza di odore

Materiale vecchio o essiccato male. È l’indizio più immediato e il più difficile da mascherare, ed è la ragione per cui l’odore vale come prima verifica.

Come si confronta con il setacciato a secco

Sono i due metodi meccanici principali e le differenze non sono di qualità ma di natura.

Il principio

Il setaccio a secco separa per dimensione sfruttando la fragilità del gambo al freddo o alla temperatura ambiente; l’acqua ghiacciata aggiunge la densità come secondo criterio di separazione.

La selettività

L’acqua è più selettiva e recupera una quota maggiore delle teste presenti. Il setaccio a secco è più rapido e non introduce acqua nel processo.

Il rischio

Il setacciato a secco non ha una fase di essiccazione da gestire; il bubble hash sì, ed è dove si concentra il suo rischio. È il prezzo della maggiore selettività.

Che cosa cambia nel certificato

Su un materiale passato dall’acqua la sezione microbiologica pesa più che su un setacciato. È la riga da cercare per prima quando il metodo dichiarato è questo.

Che cosa mostra il certificato

L’elenco è quello di un concentrato meccanico, con una voce che qui pesa in modo particolare.

Il profilo dei cannabinoidi

CBD, CBDA, THC e THCA con la somma calcolata. La concentrazione moltiplica anche il THC, ed è il totale a essere confrontato con il limite applicabile.

La microbiologia

Conte e patogeni definiti. Su questo materiale è la sezione decisiva, per la fase di essiccazione descritta sopra.

Metalli e fitofarmaci

Come in ogni concentrato. La separazione con acqua non li rimuove e la concentrazione li porta a valori più alti che nella materia prima.

I residui di solvente

Non applicabili, perché il metodo non ne impiega. La loro presenza descriverebbe un prodotto diverso da quello dichiarato.

Perché la concentrazione dei contaminanti conta

È l’argomento che questo sito ripete e che qui ha una forma numerica precisa.

Il fattore

Se da cento grammi di materiale si ottengono cinque grammi di prodotto, tutto ciò che non è stato rimosso si trova in una massa venti volte più piccola. Il fattore vale per il cannabidiolo e vale per i residui.

Perché il metodo non protegge

Perché separa per dimensione e densità, non per natura chimica. Un residuo adeso alla superficie della testa viaggia con la testa.

Che cosa questo implica sulla materia prima

Che un materiale appena accettabile in partenza può dare un concentrato fuori limite. È la ragione per cui i produttori seri partono da materiale già analizzato.

Che cosa implica per chi compra

Che il certificato del concentrato non è sostituibile con quello del materiale d’origine. Sono due documenti diversi e serve il secondo.

Che cosa si fa con le frazioni meno pulite

Non tutto quello che esce dai sacchi ha lo stesso destino, e ignorarlo porta a confronti sbagliati.

Le frazioni fini

Ricche di detriti, valgono meno e vengono spesso pressate, dove il difetto pesa meno.

Le frazioni larghe

Con materiale vegetale visibile, sono le più economiche e servono da materia prima per lavorazioni successive che comunque filtrano.

La miscela

Vendere tutte le frazioni insieme è comune e non è disonesto se dichiarato. Il prezzo dovrebbe rifletterlo, e la differenza con una frazione selezionata è notevole.

Come sapere che cosa si compra

Chiedendo la frazione. Un produttore la conosce; un rivenditore spesso no, e quella è già la risposta.

Come si legge un listino con più frazioni

Un produttore che vende le frazioni separate offre un listino che sembra complicato e in realtà si legge in un minuto.

Il prezzo non segue il numero

Non c’è una relazione lineare fra micron e prezzo: la fascia centrale costa di più, e ai due estremi il prezzo scende. Un listino in cui il prezzo cresce o cala in modo monotono con il numero descrive una politica commerciale, non una realtà di processo.

La quantità disponibile dice molto

Le frazioni intermedie sono di norma le più abbondanti in un lotto ben lavorato. Se il produttore ha molto materiale nelle maglie fini e poco al centro, l’agitazione è stata troppo energica oppure il materiale di partenza era povero.

Le frazioni combinate

Molti listini offrono un prodotto che unisce due maglie contigue, per esempio 73 e 90 insieme. È una scelta legittima e va confrontata con il prezzo delle due separate, non con quello della migliore delle due.

Che cosa manca quasi sempre

Il peso disponibile per frazione e la data di lavorazione. Sono i due dati che permetterebbero di capire com’è andato il lotto, e la loro assenza è la norma anche fra i venditori seri.

Che cosa cambia fra un raccolto e l’altro

La variabilità in questo prodotto è alta e non dipende dalla bravura di chi lavora, il che è una distinzione utile per non attribuire colpe sbagliate.

La distribuzione delle dimensioni

Cambia con la varietà, con la maturità e con le condizioni di coltivazione. Lo stesso produttore con lo stesso procedimento ottiene distribuzioni diverse da due raccolti diversi, e questo si vede in quale frazione risulti più abbondante.

La resa complessiva

Dipende soprattutto dalla densità di tricomi del materiale di partenza. Una resa bassa su un materiale povero non dice nulla sul processo; una resa alta su un materiale povero dice invece parecchio, e non di buono.

Il colore

Varia con la maturità alla raccolta e con quanto rapidamente il materiale sia stato essiccato. Un colore diverso fra due lotti dello stesso produttore è normale e non indica di per sé un problema.

Perché tutto questo giustifica il certificato per lotto

Perché con questa variabilità un documento riferito alla gamma non descrive nulla di utile. È una delle categorie in cui l’analisi per lotto smette di essere una formalità burocratica.

Un glossario breve, per non tornare indietro

Quattro termini che compaiono su qualunque scheda di questo prodotto.

Micron

Millesimo di millimetro. È l’unità dei pori dei sacchi e delle teste dei tricomi, ed è il ponte fra questa pagina e quella sull’anatomia.

Frazione

Il materiale raccolto da una maglia specifica. Ogni frazione ha dimensione e pulizia proprie e un prezzo diverso.

Full melt

Espressione commerciale per un materiale che al calore lascia poco residuo. Descrive un comportamento osservato, non una specifica misurata.

Sacco di lavoro

La maglia più larga, che contiene il materiale vegetale e non raccoglie prodotto. La sua funzione è di contenimento.

Che cosa chiedere prima di comprare

Quattro domande corte, e nessuna richiede competenze tecniche.

Quale frazione è

Il numero di micron, non un aggettivo né un numero di stelle. È il dato che più distingue due prodotti simili.

Come è stato essiccato

Liofilizzato o ad aria, e in quanto tempo. È la domanda che separa un produttore attento da uno che ha improvvisato.

Il certificato include la microbiologia

Su un materiale passato dall’acqua è la sezione decisiva e la sua assenza lascia fuori la domanda principale.

Da quale materiale di partenza

Fresco congelato o essiccato, e con quale certificato. Cambia il profilo atteso e le precauzioni richieste.

Che cosa questa pagina non decide

Quale frazione sia migliore

Dipende dall’uso e dal materiale. L’intermedia è di norma la più pulita, e non è sempre quella con il miglior rapporto fra prezzo e resa.

Che effetto produce

Non lo descriviamo. Nell’Unione europea non esiste alcuna indicazione sulla salute consentita per il cannabidiolo.

Se sia lecito nella tua situazione

Dipende dal paese e dalla forma del prodotto. Le pagine legali del sito coprono i mercati uno per uno, con le date.

Quale prodotto comprare

Qui non ne referenziamo nessuno. I criteri sopra valgono per qualunque offerta.

Domande frequenti

Un numero di micron più basso significa qualità migliore

No. Indica una dimensione di particella più piccola, il che nelle maglie fini significa frammenti e non teste intere. La qualità sta nella fascia centrale, e un 25 micron non è migliore di un 73: è un’altra cosa.

Che differenza c’è fra 73 e 90

Poca, e dipende dal materiale. In molti lotti la distribuzione delle teste ha il massimo fra i due valori, e quale delle due frazioni risulti più abbondante e più pulita cambia da raccolto a raccolto.

Le stelle sono un criterio affidabile

Sono una convenzione di mercato senza base normativa, assegnata visivamente da chi vende. Servono come indicazione approssimativa e non sostituiscono il numero di micron né il certificato del lotto.

I valori dei sacchi sono uguali per tutti i produttori

Quasi. La sequenza 220-160-120-90-73-45-25 è la più diffusa, ma esistono sistemi con valori leggermente diversi — 190 invece di 220, 70 invece di 73 — e la logica resta identica. Quando si confrontano due prodotti conviene guardare il numero effettivo e non il posto che occupa nella pila, perché una fascia intermedia in un sistema può corrispondere a una maglia con un altro numero.

Perché il mio bubble hash è diventato più scuro

Ossidazione, che è normale e progressiva. Accelera con la luce, con l’aria e con i cicli di temperatura, e va di pari passo con la perdita di aroma. Un contenitore piccolo, opaco e al freddo la rallenta ma non la ferma.