Ci sono tabelle di dosaggio per una sostanza senza dosaggio
Abbiamo misurato i primi dieci risultati della ricerca italiana. Fra i primi c’è una tabella di dosaggio per peso corporeo e per disturbo, pubblicata da un negozio.
Vale la pena dirlo con calma: non esiste un dosaggio autorizzato del cannabidiolo come integratore alimentare. Non c’è un’autorità che ne abbia stabilito uno, e quindi non c’è nulla da tabulare.
Questo però non significa che non ci siano numeri. Ce ne sono quattro, tutti verificabili, e messi insieme dicono molto più di qualunque tabella.
Questa pagina li mette in fila e spiega perché la domanda «quante gocce» non ha, per costruzione, una risposta unica.
I quattro numeri che esistono
Prima la sostanza, poi il ragionamento.
Il medicinale autorizzato
L’unico prodotto con cannabidiolo autorizzato in Europa è indicato per forme gravi e rare di epilessia infantile. La sua posologia si calcola per chilo di peso corporeo, in milligrammi e sotto controllo medico: in un adulto significa centinaia di milligrammi al giorno.
La soglia della letteratura
Una valutazione dedicata alle basse dosi orali conclude che i benefici terapeutici diventano nettamente visibili a partire da 300 mg al giorno, e che fra 300 e 400 mg le prove più solide riguardano l’ansia.
Il livello dell’EFSA
Nel febbraio 2026 l’EFSA ha fissato in via provvisoria un livello di assunzione sicura di 0,0275 mg per chilo al giorno — circa 2 mg al giorno per un adulto di 70 kg — con un fattore di incertezza di 400 e precisando che le evidenze restano incomplete.
Quello che c’è nel flacone
Un olio al 10 % contiene circa 100 mg per millilitro. Una goccia è circa 0,05 ml, quindi attorno a 5 mg per goccia. Trecento milligrammi sono circa sessanta gocce.
E l’unica cosa onesta da fare con questi quattro numeri
Metterli uno accanto all’altro. Due milligrammi da un lato, trecento dall’altro, e le gocce nel mezzo. Non abbiamo una frase che riconcili quelle cifre, e diffidiamo delle pagine che ne hanno una.
Perché non esiste un dosaggio autorizzato
La ragione è amministrativa e si spiega in quattro righe.
Come nasce una posologia
Una posologia nasce da un dossier: studi di dose, studi clinici, una valutazione da parte di un’agenzia e un’autorizzazione. Solo allora esiste un foglietto illustrativo con un numero sopra.
Perché qui non è successo
Perché il cannabidiolo come ingrediente alimentare è nell’Unione un nuovo alimento senza autorizzazione. Il regolamento funziona per autorizzazione preventiva, e quell’autorizzazione non è stata rilasciata.
Che cosa non ne consegue
Che il prodotto sia pericoloso, o che comprarlo sia illecito. Ne consegue soltanto che nessuno è stato obbligato a costruire il dossier da cui uscirebbe un numero.
E che cosa ne consegue davvero
Che qualunque tabella pubblicata da un venditore è un’invenzione editoriale. Può essere fatta in buona fede e assomigliare a un documento serio, ma non ha una fonte a monte.
I tre moltiplicatori che nessuna tabella considera
Ecco perché «quante gocce» non basta come domanda.
Primo: la concentrazione
Il 5 %, il 10 %, il 20 % e il 30 % che si trovano in commercio significano circa 50, 100, 200 e 300 mg per millilitro. Una goccia vale quindi circa 2,5, 5, 10 o 15 mg a seconda del flacone.
Due persone che dicono «dieci gocce» possono differire di sei volte.
Secondo: la via
Ingerito, il cannabidiolo passa dall’intestino e dal fegato e gran parte non arriva alla circolazione generale. Tenuto sotto la lingua ne arriva una quota sensibilmente maggiore, e più in fretta.
La condizione è banale e quasi mai rispettata: l’olio deve restare davvero lì.
Terzo: il pasto
L’assunzione insieme a un pasto ricco di grassi moltiplica la quantità assorbita per via orale. Lo stesso numero di milligrammi a digiuno o dopo cena non consegna la stessa quantità.
Il risultato
Fra due persone che dicono di prendere «la stessa cosa», il divario reale può essere di un ordine di grandezza — prima ancora di parlare di metabolismo individuale.
Una tabella che dà un numero per peso corporeo ignora tutti e tre.
La tabella per peso: perché non regge
È il formato più diffuso, e vale la pena spiegare esattamente dove si rompe.
Da dove viene l’idea
Dalla farmacologia vera: molti medicinali si dosano per chilo, e il medicinale con cannabidiolo autorizzato lo fa.
Perché lì funziona
Perché c’è una formulazione nota, una via di somministrazione controllata, una diagnosi e un medico che aggiusta.
Perché in un integratore no
Perché mancano tutte e quattro le condizioni. Il peso corporeo è una sola variabile, e in questo contesto nemmeno la più importante — la via e il pasto pesano di più.
E il problema più serio
Che una tabella per disturbo attribuisce implicitamente un effetto a una sostanza che non ha alcuna indicazione autorizzata. Il numero è la parte visibile; la promessa è la riga d’intestazione.
Quello che invece si può calcolare
Tre operazioni utili, che nessuna delle dieci pagine misurate mette insieme.
Milligrammi per goccia
Percentuale × 10 = milligrammi per millilitro. Diviso 20 = milligrammi per goccia, perché una goccia è circa 0,05 ml.
Un 10 % dà quindi 100 mg/ml e circa 5 mg per goccia.
Milligrammi totali nel flacone
Millilitri × milligrammi per millilitro. Un flacone da 10 ml al 10 % contiene 1.000 mg; uno da 30 ml al 5 % ne contiene 1.500.
Quello che sullo scaffale sembra tre volte più caro può contenere una volta e mezza il prodotto.
Prezzo al milligrammo
Prezzo diviso i milligrammi totali. È l’unico numero che confronta due flaconi diversi, e nessuna etichetta lo riporta.
Che cosa NON si può calcolare
Quanto arriva nel sangue. Quello dipende dai tre moltiplicatori di sopra, e non c’è aritmetica da etichetta che lo risolva.
Le domande che Google pone in questa ricerca
Sopra i risultati compaiono quattro domande frequenti. Rispondiamo a tutte.
«Quale percentuale scegliere»
La percentuale è una concentrazione, non una quantità. Una percentuale più alta significa meno gocce per lo stesso numero di milligrammi — cioè meno olio e meno sapore, non più effetto per milligrammo.
Per il portafoglio conta il prezzo al milligrammo, non la percentuale.
«Quante gocce per dormire»
Non lo diciamo. La revisione sistematica più ampia sul sonno ha raccolto 34 studi, di cui solo due su persone con un disturbo del sonno come problema principale. Non c’è una base da cui ricavare un numero.
«Quante volte al giorno»
Il picco ematico dopo l’assunzione per bocca è generalmente a una o due ore, e con l’uso regolare il livello impiega giorni a stabilizzarsi. Chi vuole un profilo più costante frazione; chi cerca un picco concentra. Non è una raccomandazione, è la farmacocinetica.
«Quali sono gli effetti collaterali»
Sonnolenza e stanchezza, diarrea, variazione dell’appetito, secchezza delle fauci. Sono la parte meglio documentata di tutto il campo, perché gli effetti avversi si misurano in ogni studio mentre il beneficio richiede un disegno dedicato.
Perché la quantità sale da sola
Un meccanismo che vale la pena riconoscere prima di viverlo.
L’attesa dei primi giorni
Il livello non è stabile prima di qualche giorno, e la sensazione dei primi due o tre non è rappresentativa. Chi giudica al secondo giorno giudica un valore che non è ancora al suo posto.
La tentazione naturale
Non sentire nulla porta ad aumentare. E poiché non esiste un numero di riferimento, non c’è nulla che segnali quando ci si sta allontanando dalla zona su cui esiste una valutazione di sicurezza.
Che cosa dice il numero dell’EFSA a questo proposito
Che il livello provvisorio è di circa 2 mg al giorno e che dietro c’è un fattore di incertezza di 400. Non è una soglia di pericolo: è la misura di quanti dati mancano.
E chi non è coperto
Il livello provvisorio esclude espressamente i minori di 25 anni, le donne in gravidanza o allattamento e chiunque assuma farmaci.
L’unica quantità che conta davvero: quella degli altri farmaci
Se una sezione di questa pagina cambia una decisione, è questa.
Il cannabidiolo inibisce alcuni enzimi epatici — fra cui il CYP3A4 e il CYP2C19 — che metabolizzano una parte importante delle molecole di uso comune.
La regola del pompelmo funziona come scorciatoia: se il foglietto illustrativo avverte sul pompelmo, è coinvolta la stessa via enzimatica.
Chi assume qualcosa stabilmente è esattamente la persona più interessata al cannabidiolo, ed è esattamente quella per cui la domanda al farmacista vale più di qualunque tabella. Due minuti, con l’elenco davanti.
Una prova onesta, se volete farla
A casa non si allestisce uno studio controllato. Qualcosa di meglio di un’impressione sì.
Fissate una quantità e non cambiatela
Il contrario di quello che quasi tutti fanno. Se la quantità cambia ogni settimana, alla fine non si saprà nulla di nessuna delle quantità provate.
Segnate il punto di partenza
Due settimane prima di iniziare, una cifra al giorno su ciò che volete osservare. Senza, non ci sarà nulla con cui confrontare.
Segnate anche i pasti e l’orario
Sono i due moltiplicatori che potete controllare. Se non compaiono nelle note, mancano i dati più importanti dopo la quantità.
Dategli più di una settimana
I primi giorni sono la peggiore finestra di misura: livello non stabile e attesa al massimo.
Quando fermarsi
Se dopo sei settimane la cifra somiglia a quella iniziale, quella è una risposta. È costata un mese e mezzo ed è vostra, non di una tabella.
Che cosa chiedere prima di comprare
Tre domande, tutte con risposta verificabile.
Quanti milligrammi per millilitro
Non la percentuale da sola. È il numero da cui si ricava tutto il resto.
C’è il certificato di lotto
Da laboratorio indipendente, con il numero di lotto corrispondente al flacone. Un certificato generico di due anni fa dimostra che l’azienda ha fatto analizzare qualcosa, una volta.
Deve contenere il profilo dei cannabinoidi — CBD, CBDA, THC, THCA, CBN, CBG — e i pannelli dei contaminanti: metalli pesanti, pesticidi, residui di solventi, microbiologia.
Come si calcola il totale
La pianta non produce cannabidiolo ma acido cannabidiolico. Quando figurano entrambe le forme:
CBD totale = CBD + (CBDA × 0,877)
Due prodotti che dichiarano la stessa percentuale possono dichiarare cose diverse, a seconda che includano o no la forma acida.
Il caso del cane, che è diverso davvero
Fra i dieci risultati ne compare uno sul dosaggio per cani, e vale la pena dire perché lì la situazione cambia.
Lì una dose per chilo esiste
Nello studio veterinario più citato — condotto alla Cornell, randomizzato e controllato con placebo — i cani con osteoartrite ricevevano 2 mg per chilo di peso, due volte al giorno.
Perché quel numero ha una fonte
Perché viene da uno studio con gruppo di controllo, questionari validati e valutazione veterinaria. È un dato, non una tabella redazionale.
Che cosa lo stesso studio ha trovato oltre a quello
Che i proprietari non hanno riportato alcun effetto avverso, mentre l’esame del sangue mostrava un aumento della fosfatasi alcalina. In un animale l’utilizzatore e l’osservatore sono due esseri diversi.
E la conseguenza pratica
Che anche lì la decisione è del veterinario, e che un secondo studio ha mostrato che il livello si stabilizza solo dopo due settimane. Vale per l’uomo come per il cane.
Perché le percentuali alte esistono
Tre dei dieci risultati confrontano 5 %, 10 %, 20 % e 30 %. La domanda merita una risposta pratica.
Che cosa cambia davvero
Il volume, non l’effetto per milligrammo. Con una concentrazione doppia servono metà gocce per la stessa quantità.
Perché a qualcuno serve
Perché il sapore dell’estratto a spettro completo è marcato, e dimezzare le gocce dimezza il sapore. E perché con quantità elevate un olio al 5 % diventa scomodo da assumere.
Perché a qualcun altro no
Perché con una concentrazione alta la differenza fra una goccia e due è di dieci o quindici milligrammi. La precisione peggiora proprio quando servirebbe di più.
La regola pratica
Concentrazione bassa quando si vuole granularità, alta quando si vuole volume ridotto. E in entrambi i casi il confronto economico si fa sul prezzo al milligrammo.
Come leggere questa pagina
Applichiamo a noi stessi i criteri che chiediamo alle etichette.
Chi l’ha scritta e con quale interesse
Questo sito guadagna quando qualcuno compra prodotti alla canapa. Una pagina che si rifiuta di pubblicare una tabella — proprio la cosa che il lettore è venuto a cercare — lavora contro quell’interesse immediato. È un dato per pesare il testo, non un merito.
Confrontata con che cosa
Ogni cifra qui ha un termine di paragone dichiarato: il medicinale autorizzato per la scala, il livello dell’EFSA per la quantità, la soglia dei 300 mg per la letteratura.
Che cosa non diciamo
Quante gocce prendere. Non per prudenza redazionale: perché i tre moltiplicatori rendono qualunque numero unico privo di significato, e perché non esiste un’autorità da cui derivarlo.
Dove sono le risposte
In fondo, con collegamento diretto: la valutazione sulle basse dosi, la posizione dell’EFSA, la relazione europea sul medicinale autorizzato, la meta-analisi sull’ansia e il regolamento sui nuovi alimenti.
Perché la goccia non è un’unità di misura
Un dettaglio tecnico che invalida metà delle indicazioni che si leggono.
La goccia dipende dal contagocce
Il volume di una goccia varia con il diametro dell’apertura, con la viscosità dell’olio e con la temperatura. I 0,05 ml che si usano per fare i conti sono una convenzione, non una costante.
La viscosità cambia con la stagione
Un olio freddo cade in gocce più grosse e più lente. Lo stesso flacone in gennaio e in luglio non eroga esattamente la stessa quantità per goccia.
La pompa dosatrice fa eccezione
Alcuni prodotti usano una pompa con erogazione calibrata invece del contagocce. In quel caso il volume per pressione è dichiarato, e il conto diventa affidabile.
Che cosa fare con questa informazione
Considerare la goccia una stima, non una misura. Chi ha bisogno di una quantità precisa guarda i millilitri sulla scala della pipetta, non il numero di gocce.
Come cambia il conto con gli altri formati
Perché il flacone non è l’unica cosa che si compra.
Le capsule
Portano il numero già scritto: dieci o venticinque milligrammi ciascuna. Sono precise all’ingresso, e imprecise all’arrivo esattamente come l’olio ingerito — anzi di più, perché non permettono la via sublinguale.
I cristalli
Un grammo al 99 % contiene circa 990 milligrammi. È il formato in cui il conto è più semplice e in cui serve una bilancia di precisione, altrimenti il vantaggio sparisce.
Le tisane e i prodotti in acqua
Il conto non si può fare, perché nessuno sa quanto passa nella tazza: i cannabinoidi sono lipofili e l’acqua è il solvente con la resa peggiore.
I cosmetici
Il conto non serve, perché la domanda è diversa. Una crema resta sulla pelle, e la pelle è una barriera progettata per non far entrare le molecole.
In sintesi
Il punto di partenza
Non esiste un dosaggio autorizzato del cannabidiolo come integratore alimentare. Le tabelle che circolano non hanno una fonte a monte.
I quattro numeri che esistono
Il medicinale autorizzato, a centinaia di milligrammi al giorno per chilo di peso; la soglia dei 300 mg della letteratura; i 2 mg del livello provvisorio dell’EFSA; e i 5 mg per goccia di un olio al 10 %.
I tre moltiplicatori
Concentrazione, via di assunzione e pasto. Fra due persone che dicono di prendere «la stessa cosa», il divario reale può essere di un ordine di grandezza.
Il calcolo utile
Percentuale × 10 = mg/ml. Diviso 20 = mg per goccia. Millilitri × mg/ml = totale nel flacone. Prezzo diviso il totale = prezzo al milligrammo.
E l’unica domanda con risposta chiusa
Se assumete farmaci stabilmente, quella al farmacista. È gratuita, dura due minuti, e vale più di qualunque tabella di questa ricerca.