Sei terpeni compaiono in quasi tutti i certificati
Due infiorescenze con la stessa percentuale di cannabidiolo possono avere odori completamente diversi. La spiegazione sta nei terpeni: i composti volatili che la pianta produce nelle stesse ghiandole in cui produce i cannabinoidi.
Non sono esclusivi della canapa. Lo stesso mircene è nel luppolo e nel mango, lo stesso limonene nella buccia degli agrumi, lo stesso linalolo nella lavanda. Questa pagina descrive che cosa sono, dove compaiono su un certificato e a che temperatura svaniscono — senza attribuire loro alcuna proprietà, perché nell’Unione europea non ne è consentita nessuna.
Che cos’è un terpene
Prima di elencarli conviene sapere di che categoria di molecole si parla, perché il nome viene usato in modo molto approssimativo nel commercio.
Una molecola volatile
I terpeni sono idrocarburi costruiti a partire da unità a cinque atomi di carbonio. La volatilità è la loro caratteristica pratica: evaporano a temperatura ambiente, ed è per questo che si sentono con il naso.
Dove la pianta li produce
Nei tricomi ghiandolari, gli stessi che accumulano i cannabinoidi. Non è una coincidenza: la resina che li contiene è un’unica secrezione, e chi maltratta una parte maltratta anche l’altra.
Perché il profilo cambia
Genetica, condizioni di coltivazione, momento della raccolta e soprattutto essiccazione. Due raccolti della stessa varietà possono dare profili diversi, e questo rende il profilo un dato di lotto e non di varietà.
Che cosa non sono
Non sono cannabinoidi e non compaiono nella stessa riga del certificato. Confonderli è comune perché la parola «profilo» viene usata per entrambi.
I sei che ricorrono
Sono quelli che quasi ogni certificato di profilo terpenico riporta, quando un profilo esiste.
Mircene
Il più frequente in molti profili. Si trova anche nel luppolo, nella citronella e nel mango. Descritto come erbaceo e terroso, con una punta dolce.
Limonene
Presente nella buccia degli agrumi, da cui prende il nome. Odore agrumato netto. È anche uno degli allergeni da fragranza che il regolamento cosmetico impone di dichiarare oltre certe soglie.
Pinene
Esiste in due forme, alfa e beta. Odore di resina di conifera, come suggerisce il nome. È fra i terpeni più diffusi nel regno vegetale in assoluto.
Linalolo
Presente nella lavanda e nel coriandolo. Odore floreale. Come il limonene, rientra fra gli allergeni da fragranza soggetti a dichiarazione in cosmetica.
Cariofillene
Presente nel pepe nero e nel chiodo di garofano. Odore speziato e legnoso. La sua struttura è diversa da quella degli altri cinque, il che ne cambia il comportamento al calore.
Umulene
Il terpene del luppolo, da cui il nome. Odore legnoso e amaro. Compare quasi sempre accanto al cariofillene, e le due quantità tendono a variare insieme.
Perché le temperature contano
È il punto in cui circolano più numeri sbagliati, ed è anche quello che decide che cosa resta nel prodotto finito.
Che cosa è un punto di ebollizione
La temperatura alla quale un liquido puro passa allo stato di vapore a una data pressione. Per i terpeni si colloca in una fascia ampia: intorno ai 155 °C per l’alfa-pinene, ai 167 °C per il mircene, ai 176 °C per il limonene e ai 198 °C per il linalolo, a pressione atmosferica.
Perché il cariofillene sta a parte
Il suo punto di ebollizione a pressione atmosferica è molto più alto, oltre i 250 °C. È una conseguenza della sua struttura, e spiega perché resista dove altri terpeni sono già svaniti.
Le tabelle che circolano non sono punti di ebollizione
Molti grafici pubblicati online indicano temperature basse, spesso fra 100 e 130 °C, presentate come «temperature di vaporizzazione». Non sono punti di ebollizione a pressione atmosferica: una molecola volatile evapora ben prima di bollire, e in miscela il comportamento cambia ancora.
Che cosa se ne ricava in pratica
Che ogni passaggio caldo costa terpeni, e che i primi a sparire sono i più volatili. Un profilo misurato prima di un processo termico e uno misurato dopo non descrivono lo stesso prodotto.
Come compaiono su un certificato
Il profilo terpenico è un’analisi a parte, e non è inclusa nel certificato standard di un prodotto a base di CBD.
La tecnica usata
Gascromatografia, di solito accoppiata a uno spettrometro di massa. La stessa famiglia di tecniche impiegata per i cannabinoidi, ma con condizioni diverse.
Come si esprimono i valori
In percentuale sulla massa, oppure in milligrammi per grammo. Le due scale sono convertibili, ma mescolarle nella stessa tabella rende il confronto impossibile.
Quanti composti vengono cercati
Dipende dal pannello del laboratorio: alcuni ne cercano dieci, altri più di trenta. Un profilo con pochi composti non significa che gli altri siano assenti, ma che non sono stati cercati.
La data conta più che altrove
I terpeni evaporano nel tempo. Un profilo di un anno prima descrive un prodotto che oggi non esiste più nella stessa forma, e per questa analisi la data pesa più che per i cannabinoidi.
I terpeni aggiunti
È una pratica diffusa e non è di per sé un difetto. Diventa un problema quando non viene dichiarata.
Perché vengono aggiunti
Perché la lavorazione ne toglie. Un estratto raffinato ha perso gran parte della sua frazione volatile, e reintrodurne una restituisce odore al prodotto finale.
Da dove vengono
Da altre piante o da sintesi. Una molecola di limonene è identica qualunque sia la sua origine, e per questo l’origine deve essere dichiarata: non la si può dedurre dall’analisi.
Che cosa dovrebbe essere scritto
Che i terpeni sono stati reintrodotti, e da quale fonte. In assenza di questa riga, un profilo ricco può descrivere un’aggiunta e non una conservazione.
Come si può sospettare
Un profilo molto marcato su uno o due composti, con gli altri quasi assenti, non somiglia a un profilo vegetale completo. Non è una prova, ma è un motivo per chiedere.
Il vocabolario delle descrizioni
Le schede prodotto usano un lessico che non corrisponde ad alcuna scala condivisa, e conviene saperlo prima di fidarsene.
Le parole ricorrenti
Agrumato, terroso, speziato, floreale, legnoso, resinoso. Descrivono impressioni, non misure, e due persone possono usarle in modo diverso davanti allo stesso campione.
Perché non sono confrontabili
Non esiste una scala standard per l’odore di un prodotto a base di canapa, come esiste per il colore o per l’umidità. Il vocabolario deriva dalla degustazione, non dalla metrologia.
Che cosa sarebbe confrontabile
Un profilo quantificato, con i composti e i valori. È la sola forma in cui due prodotti si possono mettere sulla stessa scala.
Come leggere una descrizione
Come un’indicazione di intenzione del venditore, utile per orientarsi e inutile per confrontare. Non è disonesta: è semplicemente di natura diversa dal dato.
Che cosa conserva i terpeni
Le condizioni contano più della varietà, e sono l’unica parte su cui chi compra può intervenire.
La temperatura
Bassa e stabile. Ogni ciclo di riscaldamento e raffreddamento accelera la perdita, e i cicli contano più del valore assoluto.
La luce
Assente. Il contenitore opaco non è un dettaglio estetico: la luce degrada sia i terpeni sia i cannabinoidi.
L’aria
Il meno possibile. Un contenitore troppo grande per la quantità che contiene lascia un volume d’aria che lavora contro il prodotto ogni volta che viene aperto.
Il tempo
Non si ferma. Anche in condizioni perfette il profilo cambia nel giro di mesi, e nessun contenitore rende questo processo reversibile.
Il quadro normativo che li riguarda
Due regolamenti europei toccano direttamente queste molecole, e nessuno dei due parla di proprietà.
Il regolamento cosmetico
Il regolamento (CE) n. 1223/2009 impone di dichiarare in etichetta un elenco di sostanze odorose, fra cui limonene e linalolo, quando superano soglie definite di concentrazione. È una regola di trasparenza sugli allergeni, non un giudizio sulla sostanza.
Il regolamento sugli aromi
Il regolamento (CE) n. 1334/2008 inquadra l’uso delle sostanze aromatizzanti negli alimenti. Definisce che cosa può essere impiegato e come deve essere denominato, e ancora una volta non attribuisce proprietà.
Che cosa non esiste
Nessuna indicazione sulla salute consentita per i terpeni della canapa, così come nessuna per il cannabidiolo. Le frasi che ne descrivono un’azione sull’organismo eccedono ciò che è consentito affermare.
Perché ne parliamo qui
Perché la maggior parte dei testi disponibili su questo tema fa il contrario, e vale la pena sapere da dove viene la differenza fra una descrizione di odore e un’affermazione di effetto.
Che cosa cambia fra i formati
Lo stesso profilo non sopravvive allo stesso modo a seconda di come il prodotto è confezionato.
L’infiorescenza
È il formato in cui i terpeni sono più esposti, perché il materiale è poroso e la superficie grande. È anche quello in cui l’odore si valuta più facilmente.
L’estratto pieno spettro
Conserva una parte della frazione volatile, in proporzione dipendente dalla dolcezza del procedimento. Le fasi di raffinazione sono quelle che decidono.
L’isolato
Non ne contiene. È cannabidiolo purificato, e qualunque odore proviene da ciò che è stato aggiunto dopo.
Il prodotto diluito in olio
Il vettore rallenta l’evaporazione ma non la annulla. Un flacone aperto ogni giorno perde più in fretta di uno aperto una volta a settimana.
Come valutare da soli
Senza laboratorio si può fare meno di quanto promettono le schede, ma non si può fare nulla.
Guardare la data
Prima di ogni altra cosa. Un profilo recente vale più di un profilo ricco e vecchio.
Confrontare le scale
Verificare che i due prodotti da confrontare siano espressi nella stessa unità. Percentuale contro milligrammi per grammo è un confronto che non esiste.
Contare i composti cercati
Un pannello da dieci e uno da trenta non producono elenchi paragonabili. La differenza in fondo alla tabella spesso è solo assenza di ricerca.
Diffidare del profilo troppo netto
Un unico composto dominante con gli altri a zero è più tipico di un’aggiunta che di una pianta.
Le domande da porre
Quattro domande, e nessuna richiede competenze tecniche per essere formulata.
Esiste un profilo terpenico per questo lotto
La risposta è sì o no. Molto spesso è no, e saperlo prima di comprare cambia le aspettative.
In quale unità è espresso
Percentuale o milligrammi per grammo. Serve per il confronto, e chi vende dovrebbe saperlo senza cercare.
Quanti composti comprende il pannello
Il numero, non un aggettivo. È l’informazione che permette di interpretare gli zeri.
I terpeni sono stati reintrodotti
E in caso affermativo, da quale fonte. Una risposta chiara non è un difetto del prodotto: è un segno che il venditore documenta ciò che vende.
Che cosa questa pagina non dice
Che cosa fanno
Non lo descriviamo. Nessuna indicazione è consentita nell’Unione europea per queste molecole, e una descrizione di effetti sarebbe esattamente quello.
Quale profilo sia migliore
Nessuno. È una questione di preferenza olfattiva, e non c’è un asse su cui ordinarli.
Se l’effetto d’insieme sia dimostrato
L’ipotesi che i composti della pianta agiscano in combinazione è discussa nella letteratura e non è oggetto di alcuna indicazione consentita. La citiamo come ipotesi, e ci fermiamo qui.
Quale prodotto comprare
Non è l’oggetto di questa pagina. I criteri qui sopra valgono per qualunque prodotto e invecchiano più lentamente di un elenco.
Gli altri che compaiono spesso
Oltre ai sei ricorrenti, i pannelli più ampi riportano regolarmente un secondo gruppo. Vale la pena conoscerne i nomi, perché è lì che i profili di due lotti cominciano a distinguersi davvero.
Terpinolene
Compare in quantità basse ma è riconoscibile, con una nota fresca e leggermente agrumata. È presente anche nel rosmarino e nell’albero del tè, e nei profili in cui domina tende a coprire tutto il resto.
Ocimene
Molto volatile, il che significa che è fra i primi a sparire durante l’essiccazione. La sua presenza in un certificato recente dice qualcosa sulla delicatezza del processo, più di quanto dica sul prodotto in sé.
Bisabololo
Presente anche nella camomilla, con una nota dolce e leggermente floreale. Ha un punto di ebollizione elevato e per questo sopravvive dove i composti più leggeri sono già andati.
Nerolidolo e guaiolo
Entrambi legnosi, entrambi poco volatili, entrambi spesso in fondo alla tabella con valori piccoli. Sono utili proprio per questo: quando il resto è evaporato, loro sono ancora misurabili e permettono di stimare quanto il lotto abbia perso.
Dove queste molecole si formano
Capire l’anatomia rende ovvio perché il trattamento del materiale conti quanto la genetica.
Il tricoma ghiandolare
È una struttura microscopica a forma di fungo, con un gambo e una testa. Nella testa avviene la sintesi e lì la secrezione resta accumulata fino alla raccolta o fino a quando la testa si rompe.
Perché la fragilità è il punto centrale
La testa si stacca con lo sfregamento. Materiale rigirato, compresso o trasportato senza attenzione perde tricomi, e con essi perde insieme cannabinoidi e terpeni. Non sono due danni separati ma lo stesso danno.
Che cosa si vede a occhio nudo
Poco. Serve un ingrandimento anche modesto per distinguere una testa intatta da un gambo spezzato, e a occhio nudo un materiale maltrattato può sembrare identico a uno intatto.
Perché l’odore è il primo indizio
Perché la frazione volatile è la prima a svanire. Un materiale che ha perso odore ha verosimilmente perso anche struttura, e l’olfatto arriva a questa conclusione prima della vista.
Che cosa si perde e quando
Ogni fase fra la raccolta e il flacone ha un costo, e i costi non sono distribuiti in modo uniforme.
Durante l’essiccazione
È la fase più costosa in assoluto. Un’essiccazione rapida a temperatura alta accorcia i tempi e porta via gran parte dei composti leggeri; una lenta a temperatura moderata ne conserva molti di più e occupa giorni invece di ore.
Durante la stagionatura
Le perdite continuano ma rallentano, e il profilo si riequilibra: i composti più pesanti guadagnano peso relativo man mano che i più leggeri se ne vanno. È il motivo per cui lo stesso lotto misurato a due mesi di distanza dà due tabelle diverse.
Durante l’estrazione
Dipende dal procedimento e dalle temperature impiegate. Le fasi di raffinazione successive sono quelle che tolgono di più, ed è la ragione per cui molti estratti raffinati arrivano quasi privi di frazione volatile.
Durante la conservazione domestica
Lentamente e inesorabilmente. Nessun contenitore restituisce quello che è già evaporato, e la sola variabile su cui si può agire è la velocità con cui il resto se ne andrà.
Come si allena la descrizione
Chi vuole valutare da sé può farlo, a patto di accettare che è un esercizio di confronto e non di misura.
Confrontare, non giudicare
Il naso funziona bene per le differenze e male per i valori assoluti. Annusare due campioni uno dopo l’altro dice molto; annusarne uno solo e cercare un aggettivo dice poco.
Lavorare a temperatura ambiente
Il freddo abbassa la volatilità e riduce quello che si percepisce. Un campione appena uscito dal frigorifero va lasciato riposare prima di essere valutato, altrimenti sembrerà più povero di quanto sia.
Usare sempre le stesse parole
Poche, e definite in anticipo. Un vocabolario personale coerente vale più di un lessico ricco e variabile, perché consente di confrontare le proprie note nel tempo.
Annotare la data del campione
Senza data un appunto olfattivo non è confrontabile con nulla. È la stessa ragione per cui la data conta su un certificato, applicata al proprio quaderno.
In sintesi
Sei nomi
Mircene, limonene, pinene, linalolo, cariofillene e umulene, presenti anche in molte altre piante.
Una fragilità
Sono volatili: calore, luce, aria e tempo li riducono, e l’ordine di scomparsa segue la volatilità.
Un documento
Il profilo terpenico è un’analisi a parte, con una data che conta più del solito e un’unità che va verificata.
Una prudenza
Descrivere un odore è consentito. Attribuire un effetto non lo è, e la differenza fra le due cose è il criterio con cui leggere qualunque scheda su questo tema.